Alfani e il terremoto del Mugello del 29 giugno 1919

Da quando abbiamo lasciato Alfani alle prese con le faticose conferenze sul terremoto del 1915, lo studioso è sempre più impegnato anche per l'allargarsi dei suoi interessi alla radiotecnica e radiotelegrafia.   Ma a tanto impegno non corrispondevano, almeno, agevoli condizioni di vita e di operatività allo Ximeniano. Le ristrettezze della guerra e dell'immediato periodo post bellico trovano un Alfani prostrato da pleuriti e indisposizioni frequenti connesse con la sua fragile salute, di cui si è accennato agli inizi e che lo accompagnò tutta la vita. Per comprendere meglio lo stato fisico ed emotivo dello studioso riportiamo un passaggio di una lettera scritta al padre superiore dell'ordine dei Padri Scolopi che non ha bisogno di commenti:

 

Mi trovo costretto a doverle dire che il vitto è insufficiente ... Più volte, anche prima di ammalarmi di pleurite, io ero andato dal padre rettore dicendogli che sentivo che il vitto non mi bastava ... , ma furono discorsi inutili. Ora poi, anche dopo la mia malattia certo non lieve e dopo i fenomeni di svenimenti prolungatissimi avuti, mi trovo trattato a fagioli e patate. L'altra sera, dopo che ero migliorato, non ebbi un filo d'erba in più ... Io le chiedo se così si chiama fare l'interesse dell'ordine oppure si vuole rovinare tutti e tutto. A buon conto ora siamo già due qui in S. Giovannino, che per la maleaugurata ed insipiente economia, ci troviamo in condizioni deplorevoli di salute per esaurimento e altri sono sulla strada. È cosa, lo creda, dolorosa e vergognosa dover dire e contare certi fatti... Il generale prima lo rassicurò, poi lo prese cordialmente in giro con un arguto augurio: Si abbia riguardo e mangi cotolette. Non de solo terraemotu vivit Alfanius!.

Il 29 giugno 1919, a cominciare dalle ore 16.6.28, fu registrata da Alfani una sequela numerosissima di onde sempre più ampie, ma fortunatamente non troppo rapide... La scala dei pendoli ha tracce grandissime. I tracciati del monopendolo e del bipendolo sono amplissimi. Tutti i pendoli astronomici si arrestarono... Questa straordinaria scossa ha avuto origine in Mugello, dove ha prodotto rovine e disgrazie con morti e feriti.

 

Cronaca sismica 29 giugno 1919 2ConLogo Cronaca sismica 29 giugno 1919 2ConLogo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagine dalla Cronaca sismica dell'Osservatorio Ximeniano relative alle prime registrazioni della sequenza sismica del mugello iniziata il 29 giugno 1919.

Questo terremoto era stato anticipato da altri due terremoti, meno energetici, ma comunque distruttivi: il 26 aprile 1917, nell'alta Val Tiberina, e  il 10 novembre 1918 nell'alta valle del fiume Bidente; quest'ultimo aveva causato gravi danni a Santa Sofia, GaleataCivitella di Romagna, Collina e in 7 frazioni. Sedici furono le vittime e molti feriti. 

Alfani, come sua prassi annunciò immediatamente queste sue notizie alle autorità che, non appena ricevettero la segnalazione, subito inviarono soccorsi, prima ancora che giungesse la richiesta di aiuto locale. Il 2 luglio, Alfani - sotto la sollecitazione dell'amico Ferdinando Paolieri, giornalista della Nazione, si recò personalmente sul luogo del sisma, osservando gli effetti catastrofici prodotti, e vedendo radunarsi intorno a lui la folla di gente del posto, in cerca di una parola di conforto.

VicchioMacerie1919La sequenza sismica iniziata il 29 giugno 1919 con le scosse sopra descritte da Alfani,  causò crolli in tutto il Mugello, accentuò i danni causati dal precedente terremoto del 10 novembre 1918 in Alta Romagna e causò danni minori nell’alto Casentinese e nel Valdarno. I comuni più colpiti furono, in ordine decrescente, quelli di Vicchio, Borgo San Lorenzo, Dicomano, San Godenzo, Marradi, Firenzuola, Scarperia, Barberino, Londa, Rufina e San Piero a Sieve, con le loro frazioni. Nel Mugello complessivamente una trentina tra centri abitati maggiori, tra i quali Vicchio (foto qui sopra) e frazioni, subirono crolli estesi a gran parte del patrimonio edilizio. In particolare nel comune di Vicchio, le frazioni di Mirandola, Rupecanina, Frascole e Casole subirono il crollo totale degli edifici. Nelle figure che seguono sono rappresentate le distruzioni a Mirandola (Vicchio) e le macerie della Chiesa di San Michele di Rupecanina.

Mirandola1919PersoneSuMacerie

Rupecanina1919SanMichele

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Seguiamo qui di seguito il breve viaggio di Alfani con Ferdinando Paolieri nei paesi colpiti dal terremoto...

Ma non era ancora finita, poco più di un anno dopo un'altro terremoto ancora più distruttivo colpì la Garfagnana e Lunigiana il 7 settembre 1920.

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