il giovane Alfani e il suo interesse per la sismologia

Guido Alfani nacque il 17 gennaio 1876 a Firenze. Maggiore di tre fratelli, sin da piccolo ebbe una salute molto cagionevole, che lo avrebbe accompagnato per tutta la sua intensissima vita.   Ricevette l’istruzione elementare a Firenze, per poi proseguire gli studi ginnasiali nel collegio Gavi a Livorno, dove rimase fino alla Primavera del 1891, quando le sue condizioni di salute lo costrinsero a tornare in famiglia.   Fu nell’estate dello stesso anno, precisamente il 21 giugno, che Guido Alfani iniziò a mostrare la sua vocazione religiosa, manifestando l’interesse a ritirarsi a una vita tranquilla, che gli consentisse di proseguire serenamente i suoi studi scientifici, vocazione che lo condusse a entrare in seminario l’autunno seguente, presso il Cestello. Intanto, Guido proseguì con i suoi studi, ampliando lo spettro dei suoi interessi, dalle lingue straniere (inglese, francese, tedesco, che integrò in seguito con altre cinque), alle scienze esatte (fisica e matematica), alla stenografia.

Il suo obiettivo di entrare nel Convento di Monte Senario, poco fuori Firenze, fu vanificato da complicazioni del suo stato di salute. Fu però possibile per Guido Alfani, avvicinarsi all’ordine dei secolari presso il collegio Gavi di Livorno, grazie a monsignor Piattoli, molto affezionato al giovane. Contemporaneamente alla via del sacerdozio, Alfani sentiva il bisogno sempre più impellente di dedicarsi ai tanto agognati studi scientifici.

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Proprio in questo periodo della sua vita, Alfani rinnovò il suo fervente interesse per la sismologia, come testimonia Raffaello Stiattesi, al tempo direttore dell'Osservatorio sismologico di Quarto - Castello: il giovane Alfani si appassionò a questi studi [sismologici], sicché l'illustre suo padre, il professor Augusto, visto che questa scienza nuova avrebbe poco affaticato il figliolo, che vi dimostrava molta propensione, finita la convalescenza del figlio Guido, ci ordinò alcuni sismometri, che portò poi al collegio Gavi a Livorno. Gli si costruirono pure pendoli orizzontali del nostro brevetto, e poi, avendo qui troppo lavoro nell'officina, gl'indicammo dove poteva servirsi per quel che gli occorresse per il suo gabinetto (Monticone).

Al Gavi Alfani trovò l'ambiente favorevole per condurre studi di sismologia che lo cominciarono a rendere famoso nella comunità sismologica italiana.  Nell'osservatorio che qui istituì, installò alcuni dei più sensibili strumenti sismici dell'epoca: i tromometri Bertelli (nella foto a fianco nella successiva installazione all'osservatorio Ximeniano di Firenze), un microsismografo Vicentini, dei pendoli Stiattesi.

Nel 1898 pubblicò il primo suo vero e proprio studio personale: Di alcuni recenti terremoti avvenuti in Livorno sulla Miscellanea livornese di storia ed erudizione, maggio-giugno 1898.   Questo suo fervente interesse per la sismologia e la crescente accuratezza e impegno nel campo sismologico attirarono l’attenzione dei due principali osservatori sismologici fiorentini: l’Osservatorio “alla Querce”, diretto dal barnabita Timoteo Bertelli, e quello dello Ximeniano, diretto dallo scolopio Giovanni Giovannozzi. Entrambi fecero visita ad Alfani nel gabinetto sismologico da lui allestito presso il collegio Gavi e ne rimasero fortemente colpiti, tanto da elargirgli incoraggiamenti e proposte di collaborazione. Alfani intrattenne una fitta corrispondenza con i maggiori esperti nel campo della sismologia, ma soprattutto con Giovannozzi con cui le lettere assumevano un tono più rilassato e colloquiale.   Dagli incoraggiamenti, Bertelli e Giovannozzi passarono a una curiosa competizione per assicurarsi la giovane promessa della sismologia. 

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