i trepidometri Alfani

 Alle 9:47 di lunedì 14 luglio 1902, il campanile di San Marco a Venezia collassò, lasciando al suo posto un cumulo di macerie.  Il crollo del campanile veneziano causò una grande impressione in tutta l’Italia e suscitò grande preoccupazione in alcuni amministratori sotto la cui responsabilità erano importanti edifici storici di elevata estensione verticale, come la Torre di Arnolfo di Cambio di Palazzo Vecchio a Firenze e la Torre di Pisa.

Dal 28 marzo 1903 installò, un trepidometro fra le colonne, le finestre, i pianerottoli e le porte della torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio a Firenze.   Obiettivo era quello di rilevare la risposta dell'edificio all'attività antropica, ma in particolare allo sparo del cannone a mezzogiorno. Alfani riempì taccuini di misure e appunti, senza rilevare pericolose anomalie nel comportamento della torre.

Trepidometro per la componente orizzontale

Lo strumento è derivato dai sismografi di tipo Omori di maggiori dimensioni ed è idoneo a registrare le oscillazioni orizzontali degli edifici. E’ basato sul principio del pendolo orizzontale, dove la massa pendolare, un cilindro di 4 kg, può ruotare descrivendo una circonferenza intorno all’asse verticale rimanendo in equilibrio indifferente. Una leggera inclinazione, regolabile a piacere, del sistema di sostegno della massa, consente di variare il periodo di oscillazione del pendolo e adattare lo strumento alle diverse esigenze di misura.

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Trepidometro per la componente verticale

Il trepidometro verticale è costituito da un braccio orizzontale che sostiene a un’estremità la massa pendolare e all’altra un perno di rotazione sostenuto da un supporto verticale. Nella parte alta di quest’ultimo sono fissate due robuste molle verticali che sostengono il braccio del pendolo, in una posizione più bassa della linea che unisce il centro della massa e il perno di rotazione. Questa configurazione consente periodi di oscillazione relativamente brevi che possono essere moderatamente variati agendo sulla tensione delle molle.

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I bracci che sostengono le masse dei due tipi di trepidometri sono collegati a sistemi di leve che ingrandiscono il movimento. La registrazione avveniva a inchiostro o su carta affumicata in ambedue gli strumenti.

Gli strumenti sono molto leggeri e smontabili. Lo stesso Alfani affermava di poterne montarne uno in 5 minuti. Egli presentò il trepidometro da lui progettato a una Conferenza tenuta alla Società degli Ingegneri, Architetti e Industriali in Napoli il 22 aprile 1914.

Riferimenti bibliografici

Alfani G. 1912, L’Osservatorio Ximeniano e il suo materiale scientifico IV (Sezione Geodinamica). Il gabinetto sismologico sotterraneo, Pubblicazioni dell’Osservatorio Ximeniano dei PP. Scolopi, n. 119; estratto Rivista di Fisica, Matematica e Scienze Naturali, A. 13, n. 145-147, Firenze.

Alfani G. 1914, Il Trepidometro portatile ed il suo uso. Sunto della Conferenza fatta alla Società degl’Ingegneri, Architetti ed Industriali in Napoli la sera del 22 aprile 1914, Pubblicazioni dell’Osservatorio Ximeniano dei PP. Scolopi, n. 119, Firenze.

Ferrari G. (a cura di) 2014. Dal cielo alla terra. Meteorologia e sismologia in Italia dall'Ottocento a oggi, INGV-BUP, pp. 286-287.

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